| MICROSCOPIA 3° ANNO |
|
| Scritto da Giampiero |
| Venerdì 12 Febbraio 2016 00:00 |
|
Relazione sul 3° anno di studi nel campo dell’ anatomia microscopica di fungi
Il 2015 ha visto il Gruppo micologico “Amici del bosco” impegnato in numerose iniziative volte all’approfondimento delle conoscenze sui caratteri microscopici dei funghi. Possiamo suddividere tali attività in diversi capitoli. 1° Attività pratica presso la sede di Belvignate 2° Attività didattica rivolta ai giovani 3° Partecipazione di singoli soci ad incontri regionali di microscopia micologica 4° Organizzazione di giornate di studio di microscopia micologica
1° Attività pratica presso la sede di Belvignate Comeper l’anno 2014,una volta alla settimana da aprile ad ottobre 2015 gli interessati hanno potuto partecipare a sedute di attività pratica sui campioni disponibili, nelle serate del lunedì, giorno di apertura della sede di Belvignate. Inoltre, 2 serate del mese di maggio sono state dedicate ad un corso introduttivo allo studio microscopico dei funghi, cui hanno partecipato alcuni dei nuovi soci del gruppo.
2° Attività didattica rivolta ai giovani
Il lunedì successivo al giorno della Mostra Micologica di Basiasco, l’esposizione è stata visitata dalle due classi prime della Scuola Media. Oltre all’osservazione macroscopica dei funghi esposti, i ragazzi hanno potuto osservare al microscopio, in particolare, le spore di alcuni esemplari significativi.
3° Partecipazione di singoli soci ad incontri regionali di microscopia micologica
1 Febbraio 2015 -Corso di aggiornamento per micologi – 138° Convegno di Microscopia Micologica, organizzato dal Centro Micologico Lombardo, in località Lentate sul Seveso. “Il genere Agaricus”. Alberto Cappelli 8 Marzo 2015 – Corso di aggiornamento per micologi - 139°Convegno di Microscopia Micologica, organizzato dal Centro Micologico Lombardo, in località Barlassina. “Reattivi e coloranti in microscopia micologica” . Patrizia Brenna, Massimo Candusso, Gianni Giana 26 Aprile 2015 - Corso di aggiornamento per micologi – 140° Convegno di Microscopia Micologica, organizzato dal Centro Micologico Lombardo, in località Cavenago D'Adda. “Lepiota s.l. e la biologia molecolare”. Massimo Candusso.
4° Organizzazione di giornate di studio di microscopia micologica
Quest'anno il Gruppo Micologico “Amici del Bosco” ha avuto il piacere, e l'onore, di organizzare, in collaborazione con il C.M.L. (Centro Micologico Lombardo), l'Ente Parco Adda Sud e la Pro Loco di Cavenago D'Adda, il 140° incontro dei corsi di aggiornamento per micologi dal titolo: “Lepiota s.l. e la biologia molecolare”, relatore Dr. Massimo Candusso, che si è svolta a Cavenago D'Adda il 26 Aprile 2015. Come tutti sapete, il C.M.L. già da alcuni anni promuove analoghe giornate di studio dedicate all'anatomia microscopica dei funghi. La divulgazione delle conoscenze scientifiche tra gli appassionati di micologia può contribuire, tra l'altro, ad incrementare il grado di prudenza necessario per evitare spiacevoli confusioni nell'identificazione dei funghi stessi, eventualità che può avere conseguenze anche gravi. Tali giornate di studio hanno rilevanza nazionale, e per la prima volta siamo riusciti a realizzarne una nel territorio lodigiano, che ha visto la partecipazione di una cinquantina distudiosi provenienti da tutta Italia e dalla Svizzera. Oltre a questo evento straordinario, il Gruppo ha organizzato la ormai tradizionale serie di incontri di Microscopia Micologica, in collaborazione con il Gruppo Micologico “Lago Gerundo” di Castelleone e con il Gruppo Micologico di Crema, che si sono tenuti presso il Centro Polivalente di Mairago. La prima di tali giornate di studio si è svolta il 1° marzo 2015. Il Sig. Giuseppe Campagnola ci ha accompagnati nello “Studio anatomico di alcuni generi di Tuber”. Si è trattato del VI incontro di questo gruppo di studiosi, nel quale sono state analizzate e confrontate le caratteristiche microscopiche delle principali strutture di alcune specie di questi importanti funghi ipogei. Nel secondo incontro (il VII della serie) tenutosi il 29 Marzo 2015 l Sig. Emilio Pini e i convenuti hanno analizzato alcuni “Funghi strani della pianura lombarda tra Adda e Oglio” nel tentativo di capirne la corretta collocazione tassonomica.
5° Le nostre microfotografie
Gli studi sull'anatomia microscopica dei funghi sono proseguiti anche quest'anno in diverse occasioni di approfondimento, come i convegni descritti più sopra, gli incontri del lunedì sera presso la sede di Belvignate e in occasione delle mostre di Basiasco e Montanaso. Come per gli anni precedenti, abbiamo selezionato per voi le microfotografie più ….riuscite. Quest'anno abbiamo voluto confrontare tra loro le immagini delle principali strutture anatomiche di funghi appartenenti a specie diverse, a partire dalle spore, per sottolineare la grande varietà di forme che la natura si è inventata in questo affascinante mondo, tutto da scoprire. Arrivederci al prossimo anno. Incominciamo a confrontare le spore dei basidiomiceti, a partire da quelle ovoidali e lisce di Armillaria mellea (fig. 1), e quelle molto più grandi a forma di amigdala, con apiculo molto evidente e guttule, di Crinipellis tomentosa (fig. 2). Fig 1
fig. 2
Cambiano forma, diventando irregolari e spigolose ma con tendenza alla sfericità le spore di Entoloma clipeatum (fig. 3), mentre si accentua la spigolosità nelle spore c di Entoloma conferendum, che vengono definite a forma di croce (fig. 4).
Fig, 3
Fig. 4
Tipica la grande unica guttula nelle spore ovoidali di Fistulina hepatica, che mostrano anche un ben evidente apiculo (fig. 5), mentre appaiono lisce e subcilindriche quelle di Flammulina velutipes (fig. 6).
Fig. 5
Fig, 6
Nella fig. 7 si possono osservare le piccole spore ovoidali di Lepiota josserandii; nella fig. 8 vediamo che le spore di Lepiota ventriosospora sono destrinoidi, cioè la parete assume una colorazione rossobruna se trattata con Meltzer, mentre quelle di Macrolepiota excoriata sono metacromatiche e dotate di un evidente poro germinativo (fig. 9), che si apprezza molto bene bene anche nella fig. 10. Fig. 7
Fig 8
Fig 9
Fig 10
Altrettanto evidente il poro germinativo nelle spore lisce ed ellittiche di Pholiota mutabilis (fig. 11), e in quelle di Psathyrella sp. (fig. 12), fungo di non facile identificazione. fig 11
Fig 12
Veramente uniche le spore di un basidiomicete semi-ipogeo, Octavianina asterosperma (fig. 13), che appaiono sferiche ma con decorazioni conico-smusse che conferiscono loro l'aspetto di una stella (da cui il nome della specie). fig 13
Decisamente amiloidi le ornamentazioni verrucose di Russula olivacea (fig. 14). Finiamo con le spore di Suillus granulatus, basidiomicete con imenio a pori, che appaiono subcilindriche piuttosto lunghe e con grande guttula centrale (fig. 15).
Fig 14
Fig 15
Un mondo diverso è quello degli ascomiceti, e in questo caso è inevitabile, e anche divertente, studiare le spore unitamente agli aschi nei quali si producono, e osservarne i mutamenti nelle diverse fasi maturative. Ad esempio nella fig. 16 le spore di Aleuria aurantia, contenute nell'asco ottosporico, sono biguttulate ma non presentano ancora le grosse ornamentazioni superficiali che si osserveranno più tardi (fig. 17 e 18).
Fig 16
Fig17
Fig 18
Completamente diversa l'anatomia degli aschi di Cordiceps capitata (fig. 19) che appaiono a forma di sacco e rastremati all'apice: da qui fuoriescono (fig. 20) poi delle spore filiformi e molto lunghe (fig. 21), multisettate, che si frammentano infine in segmenti lunghi fini a 20 mm.
Fig 19
Fig 20
Fig 21
Gigantesche e decisamente sferiche le spore di un Elaphomyces sp. (ascomicete semiipogeo) (fig. 22), che si trovava alla mostra di Montanaso ed era “contaminato” dalla Cordiceps capitata descritta prima: tale fungo ha la capacità di parassitare, oltre ad altri funghi, anche larve di insetti.
fig 22
Nelle figg, 23 e 24 si vedono gli aschi e le spore, nere a maturazione, di un fungo che non siamo riusciti a identificare, ma ne pubblichiamo volentieri le foto confidando nell'aiuto di qualche esperto, anche perché nella fig. 25 abbiamo notato delle strutture ramificate e settate che ci sembrano interessanti.
Fig 23
Fig 24
fig 25
Davvero tipica la forma delle spore di Helvella crispa (fig. 26), e la presenza di una grossa guttula oloesa centrale accompagnata da altre più piccole alle estremità.
Fig 26
Tuttavia la fig. 27 ci mostra una spora apparentemente diversa, probabilmente perché posizionata di lato. Fig 27
La fig. 28 mostra gli aschi e le spore di Morchella conica e la fig. 29 quelli di Peziza vesiculosa, che viste di lato appaiono come un disco schiacciato. Insieme al Sig. Campagnola abbiamo studiato alcuni esemplari di tuber: fig, 28
fig. 29
nella fig. 30 vediamo gli aschi tetrasporici a forma di sacchetto di Tuber aestivum, con spore ornamentate da creste sporgenti, ben evidenti con la colorazione al blu di metile. Fig 30
In Tuber brumale invece le spore contenute negli aschi, sempre di grandi dimensioni, possiedono la superficie corredata da protuberanze di aspetto spinoso (fig. 31 e 32). Fig, 31
Fig. 32
Ancora diverse le ornamentazioni sporali di Tuber fulgens (fig. 33) e, proprio nere, come suggerisce il nome, quelle di Tuber melonosporum (fig. 34). Fig. 33
Fig. 34
Infine nella fig. 35 si osserva un asco immaturo di Tuber rufum, nel quale non si vedono le spore ma si noti che la base del peduncolo è biforcata (si parla in questo caso di asco pleurorinco), mentre le sue spore si apprezzano nella fig. 36. Fig. 35
Fig.36
Finiamo la nostra carrellata sulle spore con una curiosità: un'immagine (fig. 37) di spore di un Myxomycete, organismi che non appartengono più al regno dei Mycota, ma a quello dei Protista, (tipo ameba, per intenderci), pur producendo delle spore, veicolate da uno sporangio, come nelle muffe. In questo caso le spore sono piuttosto grandi, pleomorfe e con la parete dotata di evidenti piccole verruche. Fig.37
Prima di abbandonare il mondo degli ascomiceti, osserviamo alcune immagini a confronto di alcune strutture peculiari di questo gruppo: le parafisi. Nelle figg. 38 e 39 vediamo le parafisi sottili, più lunghe degli aschi e leggermente clavate all'apice di Aleuria aurantia, e nella fig. 40 quelle più brevi ma di forma simile, di Helvella crispa. Fig. 38
Fig. 39
Fig. 40
In questo fungo, inoltre, abbiamo osservato quelli che dovrebbe essere, salvo errore di interpretazione, peli dello stipite (fig. 41). fig 41
In Morchella elata le parafisi sono più tozze e multisettate (figg. 42 e 43), come anche sono settate e dotate di elementi moniliformi quelle di Peziza vesiculosa (fig. 44). fig 42
fig 43
fig 44
Come molti di voi sanno,la forma dei cistidi è importante per l'identificazione dei basidiomiceti, pertanto osserviamone alcuni nelle diverse specie, iniziando da Armillaria mellea, che presenta pleurocistidi settati e con ramificazioni appena accennate (fig. 45). fig 45
Diverse forme presentano i cistidi inCrinipellis tomentosa (fig. 46) e in Entoloma clipeatum (fig. 47). fig 46
fig 47
Cheiloistidi claviformi sono presenti in Macrolepiota sp. (fig. 48), dove abbiamo osservato anche un caulocistidio settato (fig. 49). fig 48
fig 49
Forme ancora diverse hanno i cistidi di Flammulina velutipes (fig. 50 e 51), fig 50
fig 51
di Mycena rosea (fig. 52), fig 52
di Pholiota mutabilis (fig. 53) fig 53
e di Psathyrella sp. (fig. 54 e 55). fig 54
fig 55
Altrettanto importante per la determinazione è l'architettura della trama lamellare, che può risultare regolare, costituita da ife rigonfie ad andamento parallelo, come in Entoloma clypeatum (fig. 56) e Psathyrella sp. (fig. 57), fig 56
fig 57
oppure ad andamento più irregolare come in Flammulina velutipes (fig. 58). fig 58
Completamente diversa è invece la struttura a “sferociti”, come ad esempio in Russula olivacea (fig. 59). fig 59
E infine qualche elemento di non facile osservazione, come ad esempio la presenza di giunti a fibbia alla base dei bsidioli di Entoloma clypeatum (fig. 60). Tali funhi presentano tra l'altro basidi con sterigmi insolitamente corti, come anche quelli di Entoloma conferendum (fig. 61). fig 60
fig 61
E per finire un particolare al piccolo ingrandimento (fig. 62) e ad ingrandimento maggiore (fig. 63) delle ife a catena di forma ellettica/subfusoide che costituiscono le spine dell'esoperiodio di Lycoperdon lividum. fig 62
fig 63
Arrivederci al prossimo anno. Prof.ssa Wilma Ponti Responsabile Comitato Scientifico |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2016 16:19 |